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I 4 step per una sanificazione perfetta!

Aggiornamento: 13 nov 2023


La pulizia degli ambienti è sempre stata di fondamentale importanza. Ora, a causa della pandemia da Covid-19, l’attenzione per la sanificazione si è fatta giustamente più intensa.

Luoghi pubblici molto frequentati, uffici pubblici, aziende private, cucine: tutti devono stare al passo con le più aggiornate tecniche di sanificazione, la quale, attualmente, prevede 4 fasi.


Sanificare l’ambiente, infatti, consente di ottenere un luogo più sicuro per tutti coloro che vi lavorano o vi transitano soltanto, evitando la spiacevole diffusione di malattie.


Terminologia fondamentale


Prima di approfondire quelle che sono le 4 fasi della corretta sanificazione di un ambiente, è necessario approfondire la terminologia specifica, facendo le dovute differenziazioni.


“Sanificare” equivale a “disinfettare”? Ed entrambi i termini sono sinonimi di “detergere”? No, si tratta di termini che identificano azioni anche profondamente differenti tra loro. Facciamo quindi un po’ di chiarezza in merito – facendoci aiutare dal Rapporto sulla sanificazione di superfici, ambiente e abbigliamento del Ministero della Salute – così da non rischiare di confondere i vari passaggi delle 4 fasi di sanificazione.

  • Sanificazione: con “sanificazione” si intende un complesso di procedimenti e operazioni di pulizia e/o disinfezione volto al mantenimento della buona qualità dell’aria anche con il ricambio d’aria in tutti gli ambienti.

  • Disinfezione: con “disinfezione” si intende un trattamento per abbattere la carica microbica di ambienti, superfici e materiali e va effettuata utilizzando prodotti disinfettanti (biocidi o presidi medico chirurgici) autorizzati dal Ministero della Salute. Questi prodotti devono obbligatoriamente riportare in etichetta il numero di registrazione/autorizzazione.

  • Detersione: la “detersione” consiste nella rimozione e nell’allontanamento dello sporco e dei microrganismi presenti in un ambiente, con conseguente riduzione della carica microbica.

  • Igienizzazione: l’igienizzazione è l’equivalente di detersione. Anche in questo caso, l’igienizzazione ha lo scopo di rendere igienico, ovvero pulire l’ambiente eliminando le sostanze nocive presenti.

  • Pulizia: con “pulizia” si intende quell’attività nella quale si utilizzano prodotti detergenti/igienizzanti per ambiente che rimuovono lo sporco mediante azione meccanica o fisica.

  • Sterilizzazione: la sterilizzazione è processo fisico o chimico che porta alla distruzione mirata di ogni forma microbica vivente, sia in forma vegetativa che in forma di spore.

Ora che è chiara la terminologia che verrà utilizzata, possiamo passare all’analisi concreta delle 4 fasi della sanificazione.


Le 4 fasi della sanificazione


Come abbiamo visto, con sanificazione di intende quel processo attuato nei confronti di un ambiente che consta di vari passaggi di pulizia e disinfezione, con il solo scopo di mantenere l’ambiente e le sue superfici pulite ed igienizzate.

Il processo di sanificazione consta di 4 fasi: la detersione o igienizzazione, il risciacquo, la disinfezione, il risciacquo finale.

Prima fase: detersione o igienizzazione

Come abbiamo già ampiamente appreso, la detersione o igienizzazione è quell’attività preliminare che consiste nell’eliminazione dello sporco e dei microrganismi presenti in un ambiente. Si tratta di una fase fondamentale del processo di sanificazione in 4 fasi: lo sporco è infatti ricco di microrganismi che vi si moltiplicano attivamente ed è in grado di ridurre la successiva attività dei disinfettanti.


In base al tipo di sporco che si dovrà andare a rimuovere – organico o non organico – è bene scegliere un detergente o igienizzante con specifiche caratteristiche, quali un grande effetto detergente, un elevato potere bagnante, penetrante ed inibente; un elevato potere emulsionante e disperdente; elevate capacità di operare con acque di diversa durezza e, non per ultimo, facilità di risciacquo.


Seconda fase: il risciacquo

Dopo la fase di detersione o igienizzazione, un accurato risciacquo consente di eliminare tutti i residui di sporco, i residui di detergente che potrebbero compromettere o danneggiare le superfici e preparare al meglio le superfici in questione per la terza delle 4 fasi della sanificazione.


Terza fase: la disinfezione

“Disinfettare” significa eliminare la quantità di microrganismi e germi patogeni presenti nell’ambiente e sulle superfici. Per questo motivo la fase della disinfezione è tanto importante: mentre le prime fasi eliminano semplicemente lo sporco visibile, la terza contrasta l’invisibile, come funghi, batteri, spore o virus. Per combattere efficacemente allergie, problemi polmonari o il diffondersi di un virus attraverso aria e superfici, la disinfezione – terza delle 4 fasi di sanificazione – è quella che deve essere eseguita con maggior cura, mediante prodotti specifici contenenti agenti chimici disinfettanti.


Quarta fase: risciacquo finale

Dopo la disinfezione, si pratica nuovamente un risciacquo per eliminare qualsiasi possibile residuo di soluzione disinfettante. I luoghi in cui più spesso deve avvenire la sanificazione sono infatti i luoghi pubblici molto frequentati, gli uffici pubblici, le aziende private e le cucine: se dei residui di disinfettante entrassero malauguratamente in contatto con le persone – o, peggio ancora, con gli alimenti in preparazione – questo potrebbe comportare un grave rischio per la salute!


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